Le antenne di Prism

PRISM, ovvero come gli USA spiano costantemente il mondo

Ci risiamo, è saltato fuori PRISM, un nuovo scandalo riguardo alle pratiche di intelligence degli Stati Uniti. Di nuovo siamo tutti spiati, senza possibilità di difesa e in nome della solita guerra al crimine e al terrorismo e in barba a ogni rispetto della privacy e della dignità delle persone. Questa volta la NSA ha goduto dell’appoggio delle grandi aziende dell’IT americano: Google, Microsoft, Apple, Facebook, Yahoo e altri.

Echelon, la madre di tutti i sistemi spia

C’era una volta Echelon. Ad un certo punto, sulla fine degli anni ’90, si venne a scoprire pubblicamente della mega struttura di intercettazione degli Stati Uniti, nata negli anni ’60 in piena guerra fredda. Questa infrastruttura è attaccata come una zecca da decenni alle principali linee telefoniche del pianeta, nonché a tutte le comunicazioni radio e satellitari che è in grado di intercettare.

PRISM FrontespizioLe grandi discussioni che ne scaturirono non portarono da nessuna parte e neanche l’Unione Europea è riuscita a fare piena chiarezza sulla questione. Dobbiamo supporre che anche Echelon sia in realtà ancora in attività. La volontà degli USA di spiare tutto quello che si poteva è stata inarrestabile e le aziende delle telecomunicazioni sono sempre state costrette ad accettare questo tipo di ingerenza. E non è chiaro se Echelon non sia stato usato anche a scopi di spionaggio industriale, ma lo si da quasi per scontato.

Nel frattempo il mondo delle comunicazioni si è evoluto e a questo punto possiamo dire che la NSA (National Security Agency), la più oscura delle organizzazioni di intelligence americana, ha inevitabilmente deciso di spostare le proprie orecchie sulle comunicazioni via Internet che saranno sempre più importanti. E così, almeno sei anni fa, è nato PRISM, ovvero il prisma che separa e duplica le informazioni, in questo caso a vantaggio dell’intelligence americana.

Come funziona PRISM

PRISM Principio di funzionamentoIl concetto che sta alla base di PRISM è molto semplice e parte da un semplice assunto: gran parte delle comunicazioni via internet sono gestite da aziende americane e quindi il grosso del traffico passa attraverso i server di una di queste. Per spiare comodamente la maggior parte delle comunicazioni via internet è sufficiente avere accesso ai server di queste aziende.

PRISM quindi non intercetta come le mage-cimici di Echelon, ma fa una cosa molto più pratica: accede direttamente alle informazioni tramite delle backdoor inserite dalle aziende coinvolte. Cioè sfrutta un accesso diretto messo gentilmente a disposizione dai proprietari del sistema. Gli agenti della NSA hanno quindi accesso diretto alle eMail, alle chat e a tutti i dati che vogliono, senza dover chiedere permesso a nessuno, senza un magistrato che autorizzi l’attività, senza che nessuno sappia niente.

Per le leggi americane, in particolare per il Protect America Act (PAA), questa attività può essere volta solo nei confronti di minacce dall’estero, quindi di comunicazione tra due terminali che si trovano al di fuori degli USA. Ma una interpretazione di questo principio permette di spiare anche quando uno solo dei capi della comunicazione non si trova in territorio americano. Come europei questa sottile differenza non ci cambia nulla, visto che in ogni caso la NSA sarebbe autorizzata a spiare le nostre comunicazioni private senza che sia in corso alcuna indagine.

Anche in Italia le forze dell’ordine hanno la possibilità di accedere ai server dei social network e dei email provider, ma solo quando la magistratura ordinaria sta facendo il suo corso e solo per l’oggetto dell’indagine. Invece la NSA ha carta bianca in questo senso. È una differenza sostanziale!

Le aziende americane coinvolte in PRISM

PRISM Aziende coinvolteEchelon si avvaleva della collaborazione più o meno volontaria delle grandi telco dell’era del telefono. I tempi sono cambiati e PRISM ha trovato sponda nei grandi attori dell’era di internet. Facciamone un elenco.

Microsoft possiede Hotmail, uno dei provider di posta più usati, Skype che è un sistema di chat molto utilizzato anche in ambito professionale e Skydrive per la memorizzazione online di dati personali.

Google è l’onnipresente motore di ricerca che però gestisce anche Gmail per la posta elettronica, YouTube per i video online, Google+ il social network, GTalk/Hangout per la chat e le videoconferenze, Google Drive per i file ed è anche proprietaria del sistema operativo mobile Android (con tutti i servizi annessi) che presente sulla maggior parte degli smartphone a livello globale.

Yahoo! è un altro motore di ricerca che possiede il tuo sistema di mail molto usato e Flickr per le foto.

Apple è celebre azienda che produce iPhone e iPad, due dispositivi utilizzatissimi nel mondo e con una miriade di servizi annessi da cui passano giornalmente molte informazioni personali.

Facebook è il social network per eccellenza su cui le persone scrivono e condividono di tutti  e che è una fonte inesauribile di investigazione e controllo.

PalTalk è un servizio di chat poco conosciuto da noi, ma che ha avuto un ruolo importante durante la cosiddetta “primavera araba”.

Tutte queste aziende hanno ovviamente smentito ogni coinvolgimento negando addirittura di aver mai sentito nominare il progetto. Si tratta di una mossa prevedibile e scontata perché queste aziende temono di portarsi sotto una cattiva luce se si dovesse accertare che hanno fornito i dati dei propri utenti ad un’agenzia di spionaggio, considerando che la questione della privacy è un tema sempre caldo.

Dove si andrà a finire

PRIMS I tentacoli si allarganoCon tutta probabilità tutta la vicenda finirà nel dimenticatoio abbastanza presto perché gli elementi su cui basare congetture e ipotesi e finalità sono basate su un solo PowerPoint pubblicato dai quotidiani Guardian e Washington Post.

Barak Obama si è sentito nel dovere di puntualizzare riguardo alla faccenda affermando che in nessun caso un ente governativo americano spia indiscriminatamente i propri cittadini. Buon per loro diciamo noi che non abbiamo gli stessi diritti. Allo stesso tempo però il Congresso americano si è nuovamente lamentato del fatto che capita troppo spesso che si siano attività finanziate con soldi pubblici di cui poi non se ne sa nulla.

E comunque, come visto per Echelon, anche se intervengono le grandi istituzioni che dovrebbero proteggere i nostri interessi non si riesce a risolvere nulla. L’unica sarebbe non utilizzare i prodotti stranieri, ma purtroppo non è così semplice.

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